domenica 13 luglio 2014

Adversus Sol - Il male minore di Giulia Carlentini

"Un animo fatto di pura luce che viene diviso a metà dalle tenebre decide da che parte schierarsi. Si schiera con la luce. Il cuore spezzato cerca il proprio complementare e lo trova. Si schiera con le tenebre."



Adversus Sol - il male minore è il libro di esordio di Giulia Carlentini, giovanissima scrittrice emergente. 

In un tempo non ben definito, in uno spazio al di fuori dei canoni noti, vive Seyarh, una ragazza che crede ancora nel bene, nella giustizia, in un mondo corrotto fatto a pezzi dal male e dall'odio. Uomini e Donne concorrono per avere il massimo potere uno sull'altro e il Demone si fa strada nel regno seminando morte e distruzione. Seyarh vuole scappare dalla Terra dell' Acqua, vuole conoscere il mondo e soprattutto vuole diventare un cavaliere. Deve solo trovare il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle e nel frattempo cercare di vivere come può, aiutando il prossimo. 
Una sera come un'altra decide di liberare un prigioniero che altrimenti sarebbe stato giustiziato per aver rubato del cibo per la propria famiglia. Quel giorno le cambierà la vita per sempre: una donna assiste alla scena e non gliela farà passare liscia. Senza saperlo Seyarh dovrà seguire le tracce del proprio destino. Lei è la Versae e dovrà sacrificare la sua vita, la sua libertà per un bene maggiore, per la salvezza del suo mondo: l'Adversus Sol.

Il libro è di genere fantasy. Il mondo su cui sono ricamate le vicende è intriso di magia e di mistero. Le descrizioni paesaggistiche sono sempre molto dettagliate (cosa che adoro in generale) e rimandano a paesaggi facilmente riconoscibili o totalmente inventati. L'alternanza tra questi è equilibrata e permette al lettore di tenere il filo della trama. 
Seyarh, che all'inizio del libro sembra essere una ragazza qualunque, è in realtà destinata a salvare il mondo, è a tutti gli effetti un'eroina o meglio, è potenzialmente un'eroina. Il primo libro infatti termina in un mare di interrogativi e la missione di Seyarh è solo all'inizio.
Ho trovato indicato il linguaggio, a tratti antico utilizzato dalla scrittrice per contestualizzare completamente lo scenario simil Medievale in cui le vicende sono narrate. I personaggi sono interessanti e dotati di diverse sfaccettature il che li rende reali, come se potessimo incontrarli in carne ed ossa in giro per la città. 
Sono proprio curiosa di leggere il seguito.


Qualcosa in più sull'autrice...


Giulia: Salve a tutti, innanzitutto ringrazio Patrizia per avermi voluto concedere questo spazio e avviso che non riesco proprio a essere concisa!

Patty: Grazie a te per avermi fatto leggere e recensire il tuo libro! Prima di tutto via alle presentazioni: come ti chiami? Cosa fai nella vita? Cosa vorresti nel tuo futuro? 

G: Mi chiamo Giulia Carlentini, stesso cognome stesso paese, come ormai molti di voi sapranno essendosi soffermati sulla biografia! Ho sedici anni e per il momento la mia maggiore occupazione è lo studio al liceo scientifico che frequento, anche se mi sono da sempre dedicata alla scrittura. Devo confessare che non ho molto tempo libero, ma tutto quello che mi rimane mi piacerebbe trascorrerlo o con un buon libro fra le mani, oppure digitando parole utili a costruirne uno. 
Alcuni dicono che sia un po' presto per pensare al futuro, ma io non credo che sia esattamente così. È questo il momento in cui gli eventi che ancora devono accadere si concretizzano. (La penso proprio come te! NdR) Penso che non solo bisogna capire cosa si vuole, ma trovare il modo per realizzarlo. Il primo passo è stato scrivere un libro, perché la scrittura fa parte di me e la desidero in qualsiasi momento mi troverò a vivere, è una linfa che mi scorre dentro. Dall'altra parte c'è anche una futura professione di medico che mi attira non poco.

P: Devo dire che leggendo "Adversus Sol" si percepisce la tua predilezione per la medicina...Quando e come è nata l'idea dell'Adversus Sol? Ti sei ispirata ad altre letture/dipinti/canzoni ?

G: L'idea dell'Adversus Sol è nata un bel po' di tempo fa, a dirla tutta, però me lo ricordo come se fosse ieri. Un'illuminazione di cui nemmeno il cervello era cosciente. Un'apparizione determinata dai pensieri più intimi del subconscio. Ecco, fu un sogno. Non so dire se in quel sogno ci fosse un'ispirazione a qualcosa di reale, ma seppi subito che era quella la storia che volevo scrivere. Come Mary Shelley! 
In verità, tra l'altro, non successe solamente una volta, ma due consecutive. Riuscire a continuare un sogno, la notte dopo, è un fatto raro. Quello che vidi fu una sequenza d'immagini rapide, come un film portato avanti veloce. Come una cascata che si abbatte su un fiume placido con violenza generando schizzi tutt'intorno. Ma tra tutto ciò riuscii a distinguere le Statue della Morte e qualche altro dettaglio che evito, causa spoiler! Dopo decisi di non scrivere tutto subito, ma attesi, feci macerare l'idea dentro di me, pronta per buttarla giù quando fosse stata pronta definitivamente, almeno dentro la mia testa.

P: Primo consiglio per scrittori emergenti:stare attenti ai propri sogni ;) 
Scritto il libro, come ti sei resa nota alle case editrici? È stato difficile? Hai ricevuto tanti no?


G: Questa è la parte più difficile di tutto il percorso di scrittura. È il suo culmine, ma potrebbe determinare il crollo. È come il tramonto, il momento più pittoresco di una giornata, in cui ogni cosa ti appare idilliaca per un brevissimo lasso di tempo, prima che cali la notte adagiandosi sulla realtà come un velo oscuro. Ebbene, è stato certamente difficile. Prima di gettarmi nell'invio di manoscritti cartacei, ho preferito tentare con quelli digitali verso le varie case editrici che riuscivo a trovare e ch'erano interessate ai fantasy. Probabilmente nessuno saprà mai che cosa ne pensano queste -anche solo un parere- in quanto semplicemente non contattano l'autore se non interessate. Sì, diversi no ci sono stati di sicuro, però credo che non mi sia andata così male, conosco situazioni peggiori. Ringrazio l'Edizioni R.E.I.

P: Non ti è andata assolutamente male! Una pubblicazione a 16 anni è sicuramente un traguardo. Adesso hai in ballo un nuovo romanzo? 

G: Primariamente penso all'Adversus Sol che è una trilogia di cui solo il primo libro è uscito, gli altri attendono in un cassetto ancora invisibile. Per quanto riguarda invece un altro romanzo… chiedi troppo! È vero, potrei avere qualche idea e mi piacerebbe condividere qualche spunto con te e con tutti i lettori che leggeranno quest'intervista. La mia idea è un po' meno incentrata sul fantasy classico e più su qualcosa di moderno. Voglio che sia un'esperienza completamente nuova, sia per me sia per coloro che mi seguiranno. Desidero che si contrappongano due nuovi mondi con regole completamente diverse ma simili, che si appoggino l'uno sull'altro, che si sostengano a vicenda come dei fratelli. Ma alla fine finiranno per pugnalarsi alle spalle e sarà da questa ferita che s'infiltrerà, prepotente, la cruda realtà. 

P: Per ora impegnati sulla trilogia perché non vedo l'ora di leggere il seguito di Adversus Sol!! Ultima e più difficile domanda: La figura di Seyarh ti rappresenta?

G: Eccoci giunti alla domanda più importante e che probabilmente viene rivolta a qualsiasi autore. Beh, io non so come si trovano gli altri a rispondere, ma io certamente a disagio! Fin da subito ho avuto un'idea di come volessi la mia protagonista, ma poi credo che mi sia sfuggita dalle mani. Non sono riuscita più a controllarla. Semplicemente ha preso una strada tutta sua, ha preso vita propria nel momento in cui descrivevo i suoi comportamenti, i suoi modi di fare che certamente s'accentuano maggiormente nel secondo capitolo della trilogia. Non ho potuto impedire la sua fuga, le sue reazioni al momento della rivelazione e nemmeno il fatto che volesse aiutare chiunque nonostante il suo destino. Quella contrapposizione è stata la cosa più difficile. Per questo devo dirti che c'è ben poco di me in lei. Anche se la sua iniziale propensione a fare la Guaritrice rispecchia la mia per medicina. Soprattutto per il fatto che in Seyarh non c'era la volontà materiale di trovare una qualsivoglia occupazione, ma solamente quella di voler il bene del prossimo senz'alcuna distinzione, con qualsiasi mezzo le fosse possibile. 
D'altro canto non posso che rimproverarle l'eccessiva fiducia negli altri e la purezza che la caratterizza in un mondo che ormai non conosce nemmeno il significato di questa parola.

Grazie Giulia e a presto! Spero che questo romanzo sia per te un trampolino di lancio verso una carriera immersa nelle parole.


Cosa ne pensate? Vi ho incuriosito?

Quanti di voi hanno un libro nel cassetto?

A presto! Patty

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