sabato 17 maggio 2014

Inferno di Dan Brown

“Robert, parlando da un punto di vista puramente scientifico, tutta logica e niente cuore, posso assicurarti senza ombra di dubbio che, se non interverranno cambiamenti drastici, la fine della nostra specie è alle porte. E si avvicina velocemente.  Non sarà causata dal fuoco né dallo zolfo, dall’apocalisse o da una guerra nucleare…Il collasso globale sarà provocato dal numero degli abitanti sul pianeta, la matematica non è un’opinione”.


Inferno è l’ultimo best seller di Dan Brown, noto autore di libri thriller con sfondo storico/artistico. Il personaggio principale dei suoi libri è Robert Langdon, un professore di simbologia all’università  di Harvard, richiesto in tutto il mondo per risolvere enigmi impossibili. Da qualche settimana è uscita una comodissima versione tascabile che, con soli 5€ permette di portarsi in giro un piccolo mattone di suspence.

In Inferno il professore è chiamato a salvare l’umanità da un virus biogenetico creato da uno scienziato pazzo appassionato di Dante. Robert si sveglia in una camera d’ ospedale a  Firenze senza ricordarsi nulla di ciò che gli è capitato nelle ultime 48 ore. I dottori dell’ospedale, in particolare Sienna Brooks che parla la sua lingua, lo aiutano a ricostruire le vicende trascorse quando una killer professionista entra nell’ospedale per uccidere il professore. In una corsa continua cercando di allontanarsi dal pericolo, Robert, aiutato da Sienna, scappa dalle autorità che smuovono tutta la città per ritrovarlo. Aiutato dalla dottoressa , Robert capisce che il motivo per cui tutti lo stanno cercando è una  capsula ad alta sicurezza sigillata dal simbolo del rischio biologico. Inizialmente è restio ad aprirlo, non essendo a conoscenza del contenuto potenzialmente pericoloso della capsula ma poi Sienna lo convince, così il professore, appoggia il pollice destro sull’apertura e scopre il contenuto della capsula: un miniproiettore laser raffigurante un noto quadro di Botticelli modificato. È così che inizia una corsa contro il tempo per decifrare gli interminabili enigmi contenuti in quello strano oggetto.


Dan Brown ha una scrittura incalzante e con tre parole è in grado di immergere il lettore nella storia di Robert Langdon, entrando nella sua testa e nei suoi pensieri. La trama è complessa e nel corso delle 552 pagine riserva diversi colpi di scena. Verso la fine del libro ero però abbastanza delusa e annoiata, le vicende avevano iniziato a prendere una piega banale. Proprio per questo il finale mi ha lasciato totalmente senza parole risollevando il mio giudizio riguardo al libro. 
Un tratto che apprezzo della scrittura di Dan Brown è sicuramente la delocalizzazione delle vicende: i personaggi si spostano in tre città diverse nel giro di 2 giorni e in ognuna l'autore contestualizza descrivendo puntigliosamente ogni dettaglio permettendo al lettore di viaggiare virtualmente con i protagonisti delle vicende.


Curiosità: il romanzo termina con la parola "stelle", la stessa con cui finiscono le tre cantiche della Divina Commedia di Dante.

Buona Lettura!! Patty

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