venerdì 25 aprile 2014

Quando dal cielo cadevano le stelle di Sofia Domino

Colgo l'occasione oggi, Anniversario della liberazione d'Italia per pubblicare questo libro ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, opera di una scrittrice emergente.
Il 25 aprile è un giorno fondamentale per la storia d'Italia, simbolo del termine della seconda guerra mondiale nel paese, dell'occupazione da parte della Germania nazista, iniziata nel 1943, e del ventennio fascista.


Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

Per conoscere meglio l'autrice
E' nata nel 1987 e sin da quando era piccola le piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la sua passione principale. Oltre a scrivere adora leggere e sognare. Inoltre, viaggia non appena può. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il suo primo romanzo.

Breve intervista

Dove hai trovato l'ispirazione per scrivere il tuo libro?

Sofia: Voglio dare una voce a chi non ne ha una, e ho sempre voluto dare una voce alle vittime del nazismo. L’ispirazione di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” l’ho avuta leggendo numerosi libri sulla Shoah, guardando filmati, leggendo poesie, ammirando i disegni fatti dai bambini chiusi nei ghetti… Non sono riuscita a rimanere indifferente a tutte queste ingiustizie, alla violenza del nazismo, alla vita spezzata di tutti quegli ebrei che durante la Seconda Guerra Mondiale sono stati costretti a nascondersi in vari rifugi, alla cattiveria delle SS, all’esistenza dei campi di concentramento… La protagonista del mio romanzo si chiama Lia, ed è ebrea, e in “Quando dal cielo cadevano le stelle” è lei la voce di tutte quelle persone che sono morte durante il periodo del nazismo e che volevano che nessuno dimenticasse tali atrocità. A darmi l’ispirazione, però, è stata anche la vita stessa. Lia, infatti, ama la vita e nonostante la paura, le sofferenze, la morte e l’essere confinata dietro il filo spinato di un lager nazista, quale Auschwitz – Birkenau, non smette mai di sperare, di sognare. “La vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla”; questa è una delle frasi che Lia ama ripetere. A ispirarmi, appunto, non è stata soltanto la mia voglia di dare una voce a tutti quegli ebrei – ma non solo – che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno perso la dignità e la vita, e il non voler dimenticare tali ingiustizie, ma è stata anche la mia voglia di condividere dei messaggi, come che la vita è davvero meravigliosa.

Perché, nel tuo primo romanzo hai scelto un argomento così difficile e delicato come la seconda guerra mondiale?

Sofia: Mi piacciono molto i romanzi storici e, poiché volevo parlare del nazismo e della Shoah, non potevo non parlare anche della guerra. Della guerra vera, dei bombardamenti, della speranza che quella guerra finisse presto… Penso che per uno scrittore trattare temi delicati e forti al tempo stesso sia molto importante. Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” mi ha regalato centinaia di emozioni che non dimenticherò mai, proprio per gli argomenti trattati. La Seconda Guerra Mondiale spaventava chiunque, e tanti bambini volevano semplicemente tornare a giocare, come le famiglie volevano tornare a vivere una vita normale. Ho voluto parlare di quello, della guerra, anche con la speranza che tutto ciò non si ripeta più.

Che tipo ricerche hai fatto per riuscire ad avere la padronanza di esperienze simili non avendole vissute in prima persona?

Sofia: Scrivo ogni libro con il cuore, e lo stesso vale per “Quando dal cielo cadevano le stelle”. Prima di scrivere il mio romanzo ho svolto numerose ricerche e letto altrettante testimonianze, per cercare di non commettere alcun errore storico – politico, ed è stato proprio guardando delle immagini, leggendo le numerose testimonianze e guardando dei filmati che mi sono sentita sempre più vicina alla storia, toccata nel profondo da tutto quello che era successo. Non appena ho cominciato a scrivere, mi sono completamente immersa in Lia, tanto che poi, anche se sembra strano dirlo “è stata Lia a scrivere il romanzo, non io”. Perché quella è la sua storia, è la storia di una ragazzina ebrea, e durante la stesura del mio libro io “mi sono messa da parte”. Mi è stato detto che il mio romanzo somiglia a una testimonianza, e ne sono molto contenta, perché mi sono impegnata meglio che ho potuto nello scrivere ogni lato del libro. Ho fatto talmente tante ricerche e mi sentivo talmente coinvolta che era naturale provare paura, speranza e desiderare essere libera, proprio come se mi trovassi a mia volta a vivere nel 1943. Era naturale volere la fine della guerra, temere le SS e sconvolgersi davanti alle verità di Auschwitz. Quello che Lia prova durante il romanzo lo provavo anch’io come scrittrice, ecco come sono nate le varie scene, ecco perché, nonostante io non abbia vissuto tali atrocità in prima persona, mi sentivo comunque internata ad Auschwitz al fianco di Lia, di una ragazzina ebrea durante il nazismo.

Presso quali enti ti sei documentata?

Sofia: Come ho accennato, prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” mi sono documentata molto, con la speranza di non aver fatto alcun errore storico – politico. Mi sono rivolta a numerose biblioteche e librerie, ho letto libri, testimonianze, ho navigato su Internet cercando ogni piccolezza e dettaglio, ho guardato film e documentari, ho pensato davanti a delle poesie e ho sognato davanti a delle immagini… Insomma, ho fatto tutto quello che potevo fare per permettere al lettore di immergersi ancora di più nella storia. Inoltre, ho parlato anche con molti anziani del paese in cui abito, che hanno vissuto la guerra sulla loro pelle. Poiché però “Quando dal cielo cadevano le stelle” è ambientato a Roma e la protagonista è una famiglia di ebrei, avevo bisogno di molte più ricerche, sia per mostrare la vita dei romani durante la Seconda Guerra Mondiale, sia per mostrare le atrocità dei campi di concentramento. Ad arricchire il romanzo, alcune volte ho aggiunto delle note a piè di pagina, proprio per aiutare il lettore a capire meglio i vari avvenimenti storici. È stato un lungo percorso, ma sapevo che, se non avessi svolto tutte quelle ricerche, non sarei mai riuscita a dare giustizia a tutti quegli ebrei – ma non solo – che hanno visto per l’ultima volta il cielo dietro il filo spinato dei lager nazisti.

Link utili:

http://sofiadominolibri.blogspot.it/

http://www.lulu.com/shop/sofia-domino/quando-dal-cielo-cadevano-le-stelle/ebook/product-21416037.html

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